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martedì 20 ottobre 2009


RICORDIAMO LA STRAGE DI GORLA!

20 ottobre 1944. Poco dopo le 11.30 del mattino Milano viene sottoposta ad un nuovo violento bombardamento aereo. Questa volta tocca ad uno dei quartieri più popolari, privo di ogni significato militare.
Le bombe colpiscono una scuola elementare uccidendo 205 bambini: il più piccolo ha undici mesi ed il più grande ha 12 anni. Questa è la guerra dei "Liberatori".
Il primo numero speciale presentato intende ricordare queste vittime innocenti dimenticate dalla memorialistica interessata a ben altro.
La riproduzione di cronache del fatto, delle fotografie che fissano i corpicini nell'immobilità della morte, ci danno la dimensione dei massacro perpetrato per fiaccare il popolo milanese, per indurlo alla rivolta contro le autorità di Governo. Resoconti dei soccorsi subito allestiti, il sacrificio delle squadre addette al soccorso danno l'immagine di una efficienza insospettabile, a dispetto delle mille e mille difficoltà del momento.
Manifesti e commenti completano la descrizione e facilitano la comprensione della gravità dei fatti che non possono essere giustificati dalla logica della guerra.



lunedì 19 maggio 2008



Giovani di Cervinara morti in guerra

Questo è l'elenco dei caduti Cervinaresi della Repubblica Sociale Italiana. Nomi dimenticati insieme a quelli delle due lapidI che erano poste sulla facciate della Chiesa del Carmine. Speriamo che con questa piccola ricerca possa iniziare un percorso di recupero della memoria di questi nomi e degli altri figli della nostra Cervinara uniti dallo stesso destino.

Francesco Cioffi di Pasquale, anni 28

Brigatiere, fucilato a Savona il 26/04/1945

Alfonso Larena di Salvatore nato 01/06/1923

Civile, fucilato a Saluggia il 24/05/1945

Mario Mele di Pasquale, nato 03/04/1907

Capitano, caduto a Bologna il 31/03/1944

Giovanbattista Miele di Gennaro nato il 28/08/1910

Milite caduto in Montenegro il 11/12/1943

Antonio Ruggiero di Natale nato 15/09/1913

Milite GNR MDT 51 Regt. caduto il 13/07/1944

ONORE AI CAMERATI CADUTI E A CHI NON DIMENTICA!


tratto da: http://cervinaranelmondo.myblog.it/

mercoledì 26 marzo 2008

Come servire l'Italia?



(...) Come servire l’Italia?

Con quale scelta immediata?

Quale strategia?

Ci siamo sforzati di uscire dal proprio amoreggiato microcosmo?

Per affrontare una serie di obiettivi concreti da risolvere?

Le soluzioni che ci stavano a cuore: abbiamo tentato la tessitura di convergenze per vederle realizzate?

Quando saltano su gli interrogativi: che fare?

Quando gli equilibri, per il mutare delle circostanze, saltano, mutano, si ha la lacerazione, se l’ambiente non è più abituato a ragionare in termini politici.

Quale la possibile espansione?

E come?

Domande mai fatte.

tratto da: "L’Eco della Versilia", n° 1 Anno XX 15 Febbraio 1991

Siamo «oltre» ...

(...) Siamo «oltre», si afferma, siamo l'«unica opposizione», siamo «l’alternativa al sistema».
Ma nei comportamenti, nei fatti, nella simbologia, siamo «destra».
Una destra, bisogna dírlo che, per volontà di tutti (destra prudente e plaudente) che ha avuto dentro la più alta percentuale di massoni e di uomini dei Servizi;
rischiando di annoverare nelle sue file Michele Sindona.
Abbiamo, nel momento più acuto dei nostro smarrimento culturale e
della nostra emarginazione nella opinione pubblica,
in contemporanea al miglior successo nel Palazzo
(il 1972 che piace tanto agli amici di "Destra in Movimento"),
abbiamo, dicevo, allungato il nostro nome MSI, MSI-DN, MSI-DN-Costituente di destra, perdendo via via di significanza.
Il che faceva dire ad Adriano Romualdi, alla domanda perché la contestazione aveva finito per incanalarsí sui binari dei marxismo,
«perché dall'altra parte non esiste più nulla, c'è una destra fossilizzata nelle trincee di retroguardia del patriottismo borghese, incapace di agitare il grande mito di domani,
il mito dell'Europa;
una destra seppellita sotto un cumulo di qualunquismo borghese.


XV Congresso Nazionale MSI, Sorrento 10 - 13 dicembre 1987


Chi, come noi, crede ...

Chi, come noi, crede davvero che la fedeltà e la coerenza siano virtù inderogabili,

non consiglierebbe mai ad un fascista di rinunciare ad esserlo;
magari per la fragile ragione che l’antifascismo sta scomparendo.
Dimenticando la propria provenienza dal fascismo e dall’antifascismo,

non nasce un’Italia migliore,
ma nasce un’Italia smemorata che smette di odiare
perchè ha smesso d’amare;
ci si abbraccia all’avversario di ieri non per «conversione»,
ma per stanchezza.


"tabularasa", n° 1 Anno 3 , 31 gennaio 1994
testi di Beppe Niccolai

sabato 20 ottobre 2007

per NON DIMENTICARE la strage d'innocenti!!


Il 20 ottobre 1944 una formazione di aerei angloamericani B24 e B27 era in missione per bombardare le officine Breda e la stazione ferroviaria di Greco in prossimità di Milano. Era una giornata soleggiata, priva di foschia e di nubi, ma per un errore di calcoli gran parte degli aerei si trovò nell'impossibilità di colpire i bersagli strategici prefissati.
Nonostante la consapevolezza di ciò, alle ore 11,24 gli aerei, prima di rientrare, sganciarono comunque le bombe in una zona abitata e priva di ogni obiettivo militare. Uno degli ordigni esplosivi da 500 chilogrammi centrò la scuola elementare Francesco Crispi di Gorla (Milano) durante le ore di lezione mentre gli alunni stavano scendendo nel rifugio. Ci fu un'esplosione devastante che sventrò completamente l'edificio scolastico seppellendo sotto le macerie 232 bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, la Direttrice, 14 insegnanti, 4 bidelli e un'assistente sanitaria, da aggiungersi agli altri 480 morti di quel bombardamento.Come tante altre vittime degli Anglo-americani, i 184 bambini di Gorla sono stati vergognosamente dimenticati dalle sinistre e dalla destra "liberal-democratica " :« ...Per i milanesi il ricordo di questa giornata è abbastanza deformato: mentre sono stati del tutto dimenticati gli attacchi su Isotta Fraschini e Alfa Romeo,il bombardamento di Gorla è rimasto vivo nel ricordo degli abitanti del quartiere grazie anche al Monumento Ossario da loro fortemente voluto, ma in altre zone della città è un ricordo completamente rimosso, anche perchè nel dopoguerra, era un avvenimento scomodo da ricordare, essendo stato compiuto da quelli cheerano rappresentati come "liberatori".
Altre stragi di cittadini italiani, compiute dai "nazifascisti "erano più "politicamente corrette" da ricordare...»

Da: A. Rastrelli, Bombe sulla città. Gli attacchi alleati: le vittime civili a Milano, Mursia Editore, Milano 2000.

Erano le ore 11,24 del 20 Ottobre 1944 342 bombe da 500 libbre con la "missione" n.138-20 fecero questa "strage degli innocenti".
Nell'anno 1944, il 20 ottobre uno dei peggiori e cinici massacri nei confronti della popolazione civile di Milano. Mai in una città si pianse così tanto !In tale data appunto - erano le 11,24 - una formazione di circa 96 quadrimotori angloamericani si portò sulla città per colpire gli insediamenti industriali dove si temeva celassero produzioni belliche (BREDA, FALCK, PIRELLI, ALFA ROMEO e altri). Delle tre squadre che componevano il gruppo d'attacco la prima venne messa fuori gioco per un inconveniente tecnico, la seconda fu la sola che riuscì a colpire la BREDA mentre la terza, non si sa per quale motivo si trovò fuori rotta di 22 gradi; il comandante resosi conto troppo tardi aveva solo due possibilità: o proseguire in quella direzione liberandosi del carico in aperta campagna, oppure sganciare immediatamente sulla città il carico di morte, anche se sotto di lui non c'erano obiettivi militari ma solo abitazioni civili. Decise per la seconda soluzione, che era già cinica come scelta, e il destino volle che un grappolo di bombe centrò in pieno una scuola elementare dove si stavano svolgendo le normali lezioni, e che già al primo allarme le avevano appena interrotte per recarsi ai rifugi. Nel quartiere di Gorla quel giorno si contarono circa 703 vittime, tra questi quasi 200 bambini dai 6 agli 11 anni, dalla prima alla quinta elementare, unitamente ai loro maestri, e alcune mamme che, dopo il primo allarme, apprensive erano accorse con in braccio altri bambini, per condurli nei rifugi.
tratto da: http://www.tradizione.biz/forum